Il partner del LIFE Greenchange U-Space conclude il progetto PECUS Erasmus+

Tra i partner che hanno pianificato e stanno portando a compimento le azioni del LIFE Greenchange c’è U-Space, il laboratorio per lo sviluppo territoriale fondato nel 2008 da un gruppo di architetti, ingegneri e pianificatori territoriali.

Oggi il partner U-Space segue numerosi progetti in Italia e in Europa con l’obiettivo di migliorare la sostenibilità ambientale, paesaggistica e territoriale.

Con la conferenza tenutasi a Siviglia il 14 giugno, U-Space ha appena concluso l’esperienza del progetto PECUS-European landscapes of transhumance, insieme ai cinque enti universitari di quattro paesi diversi: l’Università Pablo de Olavide di Siviglia, l’Università di Newcastle, l’Università Cattolica di Valencia, l’Università di Atene e l’Università dell’Islanda.


Finanziato dal programma Erasmus+ per la sezione “Strategic partnerships for higher education”, il progetto PECUS ha sperimentato l’utilizzo delle mappe cognitive cosiddette “fuzzy” nell’istruzione universitaria.


Qui vi spieghiamo in cosa consistono le mappe, il loro valore come strumento di supporto didattico nell’ambito dell’istruzione universitaria e le attività svolte dal progetto per farne conoscere le potenzialità.


Le mappe cognitive fuzzy sono uno strumento ideato negli anni ’60 per rappresentare sistemi complessi visualizzandone gli elementi costitutivi e le reciproche relazioni.

Gli utenti, basandosi sulla propria esperienza e sulle proprie conoscenze, possono liberamente assegnare dei valori alle connessioni tra gli elementi; tali valori assumono in genere la forma di numero decimale o percentuale, veicolando dunque il grado di incertezza (“fuzziness”) insito nel giudizio di ciascun partecipante.

Il lavoro di gruppo su una singola mappa, e l’unione di mappe create da gruppi diversi, sono in grado di produrre una rappresentazione integrata di una specifica realtà a partire da esperienze e conoscenze anche molto diverse tra loro. L’uso di strumenti informatici può inoltre rendere dinamiche queste rappresentazioni, permettendo di generare scenari e di verificare in che modo i diversi componenti del sistema considerato possono variare sotto determinati stimoli.

Il progetto PECUS ha inteso sperimentare questo strumento come supporto didattico nell’ambito dell’istruzione universitaria.

In questo caso, è stato scelto il tema della modificazione e della conservazione dei paesaggi e degli ecosistemi ad opera della pratiche tradizionali della pastorizia e della transumanza come tratto comune a molte culture europee, non solo nell’arco mediterraneo (dove la transumanza di tipo orizzontale ha spesso dato origine a reti molto estese e istituzionalizzate di percorsi adatti al movimento di grandi masse di bestiame), ma anche in Nord Europa (come in Islanda, dove era pratica comune mantenere dei rifugi stagionali alle quote più elevate, trasferendovi il bestiame in estate per la produzione di latticini, comunque a breve distanza dalla fattoria madre).

Per diffondere la conoscenza di questo strumento, il progetto ha organizzato due workshop internazionali.

Il primo è stato dedicato agli insegnanti e finalizzato a condividere e affinare il metodo didattico; il secondo ha coinvolto circa 50 studenti universitari, provenienti da diversi paesi e discipline (archeologia, arte, pianificazione territoriale, scienze ambientali, scienze motorie, storia…), che nel corso di una settimana di lavoro, con un approccio dinamico e interdisciplinare, hanno applicato lo stesso metodo lavorando in piccoli gruppi e alternando sessioni plenarie e parallele.

Le mappe cognitive fuzzy possono essere utilizzate per diversi fini, e sono in realtà indicate soprattutto come strumento di supporto alle decisioni nell’ambito di processi partecipativi, in particolare in caso di sistemi socio-ambientali complessi che necessitano del coinvolgimento di molti attori diversi e che presentano un alto livello di incertezza.

Questo strumento può infatti coinvolgere professionisti, personale tecnico e comuni cittadini nello stesso gruppo, e, poiché offre la possibilità di esprimersi in maniera imprecisa o indeterminata, facilita la partecipazione di tutti, compresi coloro che, per mancanza di preparazione scientifica o per timidezza, sono in genere meno inclini a comunicare la propria opinione e a contribuire ai processi decisionali.